Le parole degli Altri – I – “Il conformista” di Giorgio Gaber

Molto spesso le parole di ciascuno di noi devono arrendersi alle parole di chi le ha usate prima. E siccome esiste un numero discreto di persone, pur sempre una minoranza, che le hanno usate in modo meraviglioso mi sembra opportuno condividerle. Allora qualche volta avanzerò lentamente coperto dalle parole degli Altri (i quali meritano la maiuscola), come scudi i cui simboli rappresentati sopra vanno mostrati con orgoglio.

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Nella canzone “Il conformista”, Giorgio Gaber ci presenta in modo brillante tale figura.
Esilaranti sono le strofe in cui il conformista si dichiara parlando in prima persona appartenente ad ogni ideologia o pseudo-tale (in ordine sparso: “altruista”, “orientalista”, “sessantottista”, “femminista” ecc.).

Ma è nei ritornelli che Gaber usa le parole migliori per descrivere il conformista.

Il conformista è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta.
Il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro alla sua testa.
E’ un concentrato di opinioni
che tiene sottobraccio due, tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare
pensa per sentito dire
forse da buon opportunista.
Si adegua senza farci caso
e vive questo paradiso.

Il conformista è un uomo tutto tondo che si muove senza consistenza
il conformista si allena a scivolare dentro il mare della maggioranza.
E’ un animale assai comune
che vive di parole da conversazione,
di notte sogna e vengon fuori
i sogni di altri sognatori
di giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando

Sono versi espliciti e limpidi. Ma il conformista descritto con tono ironico e dispregiativo da Gaber non è mutevole solo nelle dichiarazioni ma anche nelle azioni e nel movimento, come indicano i versi seguenti:

Il conformista non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone.
Il conformista, aerostato evoluto che è gonfiato dall’informazione.
E’ il risultato di una specie
che vole sempre a bassa quota in superficie
poi sfiora il mondo con un dito
e si sente realizzato
vive e questo già gli basta.

Solo una caratteristica è costante: è tondo. E come ci insegna l’infinità di palloni con cui abbiamo giocato, così come vengono lanciati in aria (di certo non volano da soli) così la forza di gravità li riporta giù, per poi tornare in aria dopo aver rimbalzato in terra. Ma con il primo volo hanno già delineato il loro limite e con ogni altro volo raggiungeranno vette sempre più basse, fino a che qualcuno non lo lanci di nuovo.
Se non vola, rotola finché l’attrito non lo ferma, o peggio ancora finché non incontrano un ostacolo.
Invece, come ci insegna l’infinità di conformisti che abbiamo incontrato, basta un pallone per unire chiunque e corrergli dietro.

E come molti palloni, se ci arriva addosso con forza può farci male e lasciare segni. Basterà pensare che con un finissimo oggetto appuntito possono bucarsi, sgonfiarsi e svuotarsi di ogni utilità.

Matteo Berruto

 

 

 

 

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